IL FILM SPIRITUALE INDIPENDENTE ESPLORA L’APOCALISSE CON URSA MINI PRO 12K

  L’ecosistema con Blackmagic RAW, DaVinci Resolve e   Fusion Studio utilizzato dal set alla post per realizzare il dramma

Manchester, Regno Unito - lunedì 12 maggio 2025 - Blackmagic Design ha annunciato che il film indipendente Il monaco che vinse l’Apocalisse è stato prodotto con un flusso di lavoro Blackmagic RAW dalle riprese sul set alla post produzione. La cinepresa digitale Blackmagic URSA Mini Pro 12K ha fatto da camera principale, mentre DaVinci Resolve Studio e Fusion Studio sono stati impiegati per il montaggio, il finishing e gli effetti visivi della pellicola.

Prodotto dalla Delta Star Pictures con sede a Roma, il dramma storico è stato presentato negli Stati Uniti al Los Angeles Italia Film Festival dopo il successo nelle sale italiane. Il film, ambientato nel periodo delle crociate, ripercorre gli ultimi giorni di Gioacchino da Fiore, un teologo e monaco visionario la cui interpretazione dell’Apocalisse sfidava i dogmi della Chiesa.

Il regista Jordan River e il direttore della fotografia Gianni Mammolotti (AIC) hanno deciso di girare il lungometraggio con una URSA Mini Pro 12K abbinata a obiettivi Cooke e Xeen, bilanciando la necessità di un’estetica cinematografica con la praticità di filmare in location reali.

“Nonostante le riprese digitali, la camera ha prodotto immagini naturali con profondità cromatiche incredibili e stacchi delle luci armoniosi”, ha esordito Mammolotti. “Invece di costruire set costosi, abbiamo scelto autentiche location medievali. Abbiamo girato in diversi paesini tra Calabria e Lazio, in abbazie cistercensi e in remoti paesaggi innevati per creare un’atmosfera storica e autentica”, ha raccontato.

L’editor Alessio Focardi ha dato vita in post al viaggio spirituale del protagonista, lavorando insieme al supervisore ai VFX Nicola Sganga e al colorista senior Ivan Tozzi. “Con 60 terabyte di filmati che comprendevano sia immagini catturate da telecamere che da droni, era essenziale avere un’ottima organizzazione per mantenere il controllo del processo creativo ed evitare rallentamenti tecnici”, ha spiegato Focardi.

“Abbiamo caricato tutto nella biblioteca di DaVinci Resolve e ottimizzato la riproduzione grazie ai proxy in formato LOG creati con Blackmagic Proxy Generator. Gli Smart Bin, organizzati secondo i metadati dei file, ci hanno permesso una gestione efficace dei filmati e un controllo creativo senza ritardi dovuti agli aspetti tecnici della produzione”, ha continuato.

La squadra di post produzione, divisa tra Firenze e Roma, ha fatto affidamento su un workflow di collaborazione remota. “Abbiamo usato due dischi per lavorare in tempo reale da diversi luoghi. In questo modo abbiamo potuto esportare le versioni da rivedere e approvare come fossimo tutti nella stessa sala”, ha affermato Focardi.

Ha poi aggiunto: “Avevamo bisogno di valutare subito l’impatto visivo di alcune sequenze, e l’anteprima delle LUT di DaVinci Resolve è stata di grande aiuto per far combaciare le riprese con l’atmosfera che stavamo ricercando prima del grading finale”.

“Quando è venuto il momento di ricollegare la timeline con i nostri file Blackmagic RAW non è stato necessario esportare i file XML, è bastato semplicemente un collegamento diretto agli originali della camera e il progetto era pronto per passare alla correzione del colore e al finishing”, ha proseguito Focardi.

Secondo Sganga una delle sfide più affascinanti del film è stata la raffigurazione in sequenze visive delle visioni mistiche di Gioacchino.

“Con oltre 250 riprese VFX, una delle sequenze più ambiziose è stata la battaglia metafisica con un drago a sette teste”, ha spiegato. “Abbiamo modellato la creatura in computer grafica attorno a un complesso scheletro, impiegando poi lo spazio di lavoro 3D di Fusion per combinare i modelli 3D pre-renderizzati, le riprese dal vivo e gli effetti in tempo reale”.

Per ricreare la tana del drago hanno fatto ricorso a fotogrammetria e scansioni tridimensionali. “Il Delta Keyer di Fusion ha aiutato a conservare i dettagli di capelli, pelle e tessuti”, ha aggiunto Sganga.

Quando si è trattato di realizzare la correzione del colore, è stato fondamentale mantenere l’uniformità visiva tra i vari ambienti. “Abbiamo utilizzato DaVinci Wide Gamut per recuperare i dettagli delle luci e Falso Colore per gestire l'esposizione sul set”, ha dichiarato Tozzi. “Man mano che il viaggio di Gioacchino s’incupisce, i colori assumono tonalità più fredde e austere per riflettere la sua trasformazione interiore”.

Distribuito in DCP 4K per la proiezione nelle sale, il mastering finale del film è stato completato con DaVinci Resolve Studio.

IMMAGINI PER I MEDIA

Le immagini di URSA Mini Pro 12K, DaVinci Resolve Studio, Fusion Studio e di tutti i prodotti Blackmagic Design sono disponibili alla pagina www.blackmagicdesign.com/it/media/images

BLACKMAGIC DESIGN: CHI SIAMO

Blackmagic Design sviluppa i prodotti di montaggio video di più alta qualità al mondo, cineprese digitali, software di correzione del colore, convertitori video, dispositivi di monitoraggio video, matrici, switcher di produzione live, registratori su disco, monitor della forma d'onda e film scanner in tempo reale per l’industria del cinema, della post produzione e della telediffusione. Le schede di acquisizione DeckLink di Blackmagic Design hanno rivoluzionato la post produzione elevando la qualità e diminuendo i costi, e i prodotti di correzione del colore DaVinci, premio Emmy™, dominano il settore televisivo e cinematografico dal 1984. Blackmagic Design continua a innovare con prodotti 6G-SDI e 12G-SDI e flussi di lavoro in 3D stereoscopico e Ultra HD. Fondata da esperti di post produzione e dai migliori ingegneri in tutto il mondo, Blackmagic Design ha uffici negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Giappone, a Singapore e in Australia. Per tutte le informazioni, visita www.blackmagicdesign.com/it

