IL DOCUMENTARIO SUI YARDBIRDS GIRATO CON BLACKMAGIC URSA CINE 12K LF

  L’approfondimento sull’eredità musicale dei   Yardbirds raccontato nel grande formato cinematografico per Sky Arts.

Manchester, Regno Unito - lunedì 3 marzo 2025 - Nonostante sia una delle band britanniche più importanti degli anni Sessanta, non era ancora stata realizzata una retrospettiva documentaria dei Yardbirds. Anche se la loro storia era stata esplorata in passato, un documentario che la raccontasse appieno ha cominciato a prendere forma solo quando Nick, il figlio del bassista Paul Samwell-Smith, si è messo in contatto con il regista e direttore della fotografia James Tonkin della Hangman a Londra.

“Quando nel 2023 è morto il loro chitarrista storico Jeff Beck, abbiamo capito che se non ci fossimo dati da fare per realizzare questo film non avremmo più potuto parlare con abbastanza persone vicine alla band”, ha affermato Tonkin, regista e colorista del progetto.

Grazie al forte legame di Nick con suo padre e con gli altri membri del gruppo, Hangman ha avuto un accesso privilegiato per realizzare il documentario The Yardbirds: In Their Own Words” [‘si raccontano’]. Le riprese sono cominciate a ottobre 2023 con un viaggio in Francia per intervistare Paul Samwell-Smith e il batterista Jim McCarty, e poi il chitarrista Jimmy Page a inizio 2024.

Il teaser promozionale iniziale è stato girato con cineprese ad alta risoluzione e obiettivi a focale fissa Leica R. “Le immagini mi piacevano, ma avevo capito che avrei dovuto ottimizzare il flusso di lavoro della produzione per le interviste future. Quindi una volta ricevuta la conferma che il progetto sarebbe proseguito a metà 2024, ho cominciato a valutare quale impianto camera procurarmi per il documentario”, ha rivelato Tonkin.

Catturare appieno l’eredità del gruppo londinese significava intervistare i membri della band, le persone a stretto contatto con loro e chi ne aveva subìto una forte influenza. Per Tonkin l’impresa sarebbe stata realizzabile con una camera in grado di catturare immagini straordinarie con la massima efficienza di produzione.

“Avevamo poco tempo nelle varie location”, ha spiegato Tonkin. “Preparare le riprese per le interviste nella camere di hotel o a casa delle persone, inclusa l’illuminazione, il suono e le inquadrature per ottenere le migliori immagini cinematografiche doveva essere fatto il più velocemente possibile”.

“La URSA Cine 12K LF è stata l’unica cinepresa con la quale mi sono sentito a mio agio con questo flusso di lavoro. In particolare quando registravo il suono direttamente dalla camera e spesso filmavo le interviste per due o tre ore di fila”, ha continuato. “Girando con la risoluzione più alta possibile ho ottenuto due inquadrature con una sola camera: un campo lungo e, ritagliando l’immagine, un campo medio”.

Ha poi aggiunto: “Ho fatto vari test e due cose mi hanno particolarmente impressionato di questa cinepresa: la gamma dinamica estesa della URSA Cine 12K e l’incredibile nitidezza del suo nuovo sensore ad ampio formato. E la nitidezza era essenziale per questo progetto, visto che avrei allargato l’inquadratura delle interviste del 200% per ottenere i campi medi”.

Con una piccola troupe composta da Tonkin e il produttore esecutivo, era necessaria la massima efficienza. Inoltre avendo poco tempo a disposizione per configurare le interviste, era importante che ogni ripresa andasse a buon fine. La produzione si è svolta nel Regno Unito, in Europa e negli Stati Uniti, di conseguenza anche il trasporto dell’attrezzatura e la gestione del flusso di lavoro doveva essere pianificato nei dettagli.

Per semplificare il lavoro sono stati creati file proxy sul set e inviati immediatamente al team di post produzione per la trascrizione dei dialoghi, il montaggio e la revisione del materiale. Avere accesso sia ai contenuti che alle immagini delle interviste passate ha aiutato enormemente il team a ottenere la massima uniformità in termini di inquadrature e tono. Una galleria di scatti salvata su DaVinci Resolve Studio ha funto da riferimento per la coesione visiva dell’intero progetto. Una volta iniziata la lavorazione, sono state mantenute le stesse scelte di illuminazione e di obiettivi installati per ottenere un’estetica omogenea.

“Il vantaggio di noi coloristi è che quando ci occupiamo delle riprese e dell’illuminazione sappiamo cosa possiamo ricavare dall’immagine, cosa serve proteggere nelle zone di luce e di ombra, e quanto possiamo ‘spingere’ le immagini RAW in fase di post”, ha spiegato Tonkin. “Ho inquadrato le interviste lasciando abbastanza spazio intorno all’immagine, e optato per un rapporto d’aspetto 2.35:1. Credo che questa inquadratura più cinematografica influenzi come percepiscono le immagini gli spettatori”.

L’illuminazione è stata impostata in modo semplice, con una sola fonte di luce principale a dare forma al soggetto e la luce ambientale o naturale di una finestra a dare maggiore profondità. In fase di correzione del colore, montaggio online e finishing, DaVinci Resolve Studio è stato l’elemento chiave per ottenere l’estetica del film. “Ho impiegato maschere per regolare la vignettatura e isolare alcuni elementi per attirare l’attenzione senza dare troppo nell’occhio. Ho usato molto anche il plug-in Look cinematografici per inserire aloni e una lieve grana della pellicola, e per rifinire il colore complessivo”, ha svelato Tonkin.

Una parte significativa del documentario era composta da materiale d’archivio, e senza ridimensionamento la risoluzione sarebbe stata troppo bassa per l’uso. “Questo procedimento di riduzione del rumore e imperfezioni e aggiunta di risoluzione ha richiesto un bel po’ di settimane. Solo una volta raggiunta la risoluzione giusta ho potuto cominciare a ricorreggere il colore e a modificare il materiale”, ha affermato Tonkin.

Hangman ha consegnato un film documentario di 90 minuti in 4K SDR a Sky Arts. “Sono contento che abbiano accettato l’idea di un lungometraggio, perché condensare la storia della band in un’ora non sarebbe stato facile”, ha confermato Tonkin.

Col senno di poi, Tonkin è convinto che la URSA Cine 12K LF sia stata la scelta ideale per il progetto. “Nessun’altra camera mi avrebbe consentito di girare con una tale risoluzione e di ottenere così facilmente due immagini separate dalla stessa inquadratura. Anche filmare le interviste senza interruzioni per ore e ore è stato molto utile. E poi ho ottenuto immagini strepitose che hanno trasportato gli spettatori direttamente nelle case e nei luoghi dove si trovavano i personaggi. È stata la scelta perfetta per raccontare questa storia”, ha concluso.

IMMAGINI PER I MEDIA

Le immagini di URSA Cine 12K LF, DaVinci Resolve Studio e di tutti i prodotti Blackmagic Design sono disponibili alla pagina www.blackmagicdesign.com/it/media/images

BLACKMAGIC DESIGN: CHI SIAMO

Blackmagic Design sviluppa i prodotti di montaggio video di più alta qualità al mondo, cineprese digitali, software di correzione del colore, convertitori video, dispositivi di monitoraggio video, matrici, switcher di produzione live, registratori su disco, monitor della forma d'onda e film scanner in tempo reale per l’industria del cinema, della post produzione e della telediffusione. Le schede di acquisizione DeckLink di Blackmagic Design hanno rivoluzionato la post produzione elevando la qualità e diminuendo i costi, e i prodotti di correzione del colore DaVinci, premio Emmy™, dominano il settore televisivo e cinematografico dal 1984. Blackmagic Design continua a innovare con prodotti 6G-SDI e 12G-SDI e flussi di lavoro in 3D stereoscopico e Ultra HD. Fondata da esperti di post produzione e dai migliori ingegneri in tutto il mondo, Blackmagic Design ha uffici negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Giappone, a Singapore e in Australia. Per tutte le informazioni, visita www.blackmagicdesign.com/it

